Viterbo, la sua storia e la sua arte tra strade, piazze e musei

Tra Siena Perugia e Roma si trova una magnifica città d’arte, meno conosciuta delle sue nobili vicine ma altrettanto bella: Viterbo.

Città d’arte incastonata al centro di un territorio magnifico e ricco di storia, Viterbo è capoluogo dell’omonima provincia ma soprattutto della Tuscia Romana, ovvero l’antico territorio abitato dai Tusci , gli Etruschi, corrispondente all’attuale Alto Lazio. Città moderna, Viterbo, conserva quasi intatto il suo cuore medioevale e le vestigia della sua gloriosa storia.

 Ma andiamo con ordine. Alloggio in un hotel vicino alla stazione ferroviaria di Porta Fiorentina, quindi ne approfitto per iniziare la visita a Viterbo dalle sue imponenti mura ed in particolare dalla Rocca Albornoz. Appoggiata a una parte del percorso delle mura della città, la Rocca Albornoz ospita il Museo Nazionale Etrusco. Forse un po’ troppo snobbato dai turisti, il museo è ricco di reperti archeologici etruschi e grazie alle ricostruzioni degli ambienti domestici, permette di capire molto della vita di questo popolo importantissimo per la storia della Penisola e ancora poco conosciuto. Vi segnalo all’ultimo piano sia la sezione speciale dedicata alla Tomba della Biga che la bellissima terrazza che si affaccia sulla piazza sottostante con una magnifica vista su Viterbo.Rocca Albornoz

A pochi passi dal museo non perdetevi la bellissima basilica di San Francesco alla Rocca, ricostruita dopo i bombardamenti del 1944, mantiene intatta la sua atmosfera intima, raccolta, quasi un mondo diverso rispetto al resto della città. Fu costruita nel 1237 in stile romanico con  pianta a croce latina, abside quadrata e soffitto a capriate, conserva ancora oggi importanti opere d’arte tra cui sono degni di nota i sepolcri di due papi, Clemente IV e Adriano V.Chiesa di San Francesco

Il passo successivo è stata la visita alle magnifiche piazze del centro storico, la prima è piazza del Plebiscito, una bella piazza ampia, su cui si affacciano il Palazzo dei Priori e la Torre dell’Orologio, oltre a visitare il palazzo, vi consiglio una sosta all’interno del cortile, da qui si può ammirare un bello scorcio del centro storico.Cortile del Palazzo dei Priori

La seconda piazza da non perdere è la bellissima ed elegante  Piazza del Gesù, che si raggiunge attraverso via San Lorenzo, qui i protagonisti sono la fontana e la chiesa di San Silvestro. Proseguendo lungo un affascinante percorso artistico e monumentale si arriva alla terza piazza da non perdere: Piazza San Lorenzo, dove svettano il Campanile con il Duomo ed il Palazzo dei Papi.

È possibili visitare il Palazzo dei Papi acquistando un biglietto che comprende la visita guidata al palazzo e al Duomo, in questo modo avrete la possibilità  di scoprire tante curiosità su Viterbo, in particolare perché è chiamata la città dei Papi, e vi verrà raccontata la storia del Conclave del 1270, di cui ancora il palazzo ne porta i segnali. Potrete avere la possibilità di ammirare l’eleganza della loggia dall’interno, loggia che è diventata simbolo della città stessa. La visita guidata comprende anche l’accesso al  museo annesso al duomo altro gioiello da non perdere.

Non si può andar via da Viterbo senza prima essersi goduti una passeggiata tra le strade del quartiere medievale di San Pellegrino. Lungo l’asse viario principale del quartiere si susseguono torri e palazzi del Duecento e si affacciano le tipiche case a ponte con i suoi profferli, particolari scale esterne che portano agli accessi delle case stesse. Camminando si raggiunge il cuore del quartiere, la Piazza San Pellegrino, quarta piazza di Viterbo da non farsi sfuggire durante la visita per la bellezza della sua atmosfera da borgo medioevale.

La visita a Viterbo è stata la scoperta di una città d’arte, forse più conosciuta per il territorio di cui fa parte, la Tuscia, che per la ricchezza del suo centro storico e dei suoi musei. Una città viva con i suoi locali del centro e le sue tradizioni religiose e non solo, è una città che non solo merita una visita ma il tempo necessario per riscoprirne la storia e la pregevolezza delle opere d’arte che custodisce.

Autore dell'articolo: massimo

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