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Alberobello: la bellezza della capitale dei trulli

by vagandoingiro

Girare per le stradine dei quartieri storici di Alberobello è uno spettacolo per gli occhi, circa 1500 trulli che con la loro forma conica e il bianco della calce che li ricopre, spiccano tra il verde degli alberi e il blu del cielo. Bellissime anche le piante e i fiori coloratissimi che decorano i trulli stessi, sia quelli usati come abitazioni private sia i quelli che ospitano negozietti di souvenir.

Vi consiglio di iniziare la vostra visita dal quartiere Monti, quello considerato più turistico, potete lasciare per tutta la giornata la macchina in un parcheggio a pagamento li vicino in via Cadore con 4 euro e iniziare la vostra camminata a piedi tra i trulli.

Ma cosa sono i trulli? Sono costruzioni a forma di cono fatte a secco, cioè senza malta, ricoperti di calce e originariamente usati come alloggi temporanei per gli agricoltori o come depositi per il materiale agricolo. Sono costruzioni di origine preistorica e probabilmente orientale, realizzati con pietra calcarea ricavata dell’altopiano delle Murge, sono molto stabili grazie alla loro pianta circolare e mantengono al meglio l’equilibrio termico sia in estate che in inverno. Oltre la forma circolare, altri elementi caratteristici sono le decorazioni in pietra poste sulla punta del tetto e i simboli religiosi, esoterici e astronomici dipinti sempre sul tetto, non si sa bene a cosa servissero ma considerando le tradizioni pagano cristiane diffuse in tutto il Sud Italia si può certamente pensare che avessero una doppia funzione: scacciare il malocchio e identificare lo stato sociale del proprietario, cioè più belle erano, più costavano e più importante era il proprietario.

I trulli sono diffusi in tutta la Valle Itria, tra l’Adriatico e lo Ionio, soprattutto in campagna, visto il loro uso originario, perciò è molto interessante ricordare come nacque questo centro urbano fatto interamente di trulli: tutto ebbe inizio dalla necessità di sfruttare terreni agricoli incolti posseduti dai conti Acquaviva di Conversano, questi per poter far popolare queste nuove terre da coltivare fecero insediare numerosi contadini dando loro la possibilità di costruirsi dei rifugi con la pietra locale, purché con murature a secco, in modo da poterli rapidamente demolire in caso d’ispezione dei viceré di Napoli, eludendo la cosiddetta “Pragmatica de Baronibus”, legge che imponeva autorizzazioni e tasse per i nuovi insediamenti urbani. Così quello che all’origine fu un piccolo villaggio abusivo crebbe fino al 1910, quando Alberobello divenne un monumento nazionale e nel dicembre del 1996 entrò a far parte del patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO.

Dopo questa breve divagazione storica, riprendiamo a visitare la città, i trulli del quartiere Monti sono davvero belli oltre che da fuori li si può ammirare anche da dentro, visitando quelli che ospitano i negozietti, si possono fare due chiacchiere con i proprietari e comprare qualche prodotto tipico, le foto in questo quartiere sono d’obbligo, gli scorci e gli angoli sono tantissimi e i colori molto vivaci.

Dopo aver goduto dei panorami del quartiere turistico ci si dirige verso il quartiere più residenziale dove ancora i trulli sono abitati dalla gente del posto e ci sono meno turisti: il quartiere Aia Piccola.

Per poter raggiungere questo quartiere si risale attraverso il cosiddetto belvedere, un’area verde comunale ben tenuta, dalla quale si scorge una bellissima vista del quartiere Monti con tutti i suoi trulli.

Oltrepassato il belvedere si raggiunge il quartiere Aia Piccola vero e proprio, qui ci sono tanti trulli anche questi ben tenuti che rendono bene l’atmosfera di una città fatta di trulli ancora viva. Salendo verso l’alto si raggiunge il cosiddetto trullo Sovrano, così chiamato perché è il più grande della città ed è l’unico ad avere un piano sopraelevato, al suo interno ospita un piccolo museo con gli arredi storici di un trullo tradizionale, molto bello anche il cortile interno.

La visita finisce qui, adesso ci si può anche riposare e poi tornare indietro a recuperare l’auto.

La visita di Alberobello è fattibile anche in mezza giornata, ma il posto è imperdibile, è davvero caratteristico e ben tenuto, è un’altra perla dell’ enorme varietà di tradizioni della nostra meravigliosa Italia.

 

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