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La perla dell’Adriatico: Trani

by vagandoingiro

Trani oggi è uno dei più importati centri turistici della Puglia ed è nota come “La perla dell’Adriatico”, in passato è stata un importante scalo commerciale, almeno fino al XVI secolo, ed è ancora oggi ricca di chiese, palazzi e bellezze architettoniche che ne testimoniano il glorioso passato.

Raggiungere la città treno è molto semplice, io ad esempio sono partito da Bari Palese, dove alloggiavo, e con un biglietto andata e ritorno di 5 euro, in mezz’ora ho raggiunto a la città.

Dalla stazione il centro storico dista 15 minuti a piedi, basta procedere dritto su Corso Cavour fino a Piazza della Repubblica e da qui, andando a sinistra, girare verso Via Ognissanti. In questa strada è ben viva l’atmosfera medioevale, splendidi edifici in stile romanico si alternano ad architetture che richiamano nelle forme edifici orientali, ricordando così i fitti contatti che queste terre avevano nel Medioevo con l’oriente del Mediterraneo. Un esempio di questo ruolo di ponte tra oriente ed occidente è dimostrato dalla chiesa di Ognissanti o dei Templari: luogo di benedizione dei Crociati in partenza per la Terra Santa.

Giunti alla fine della via Ognissanti, praticamente dietro il porto, si arriva a quello che è il monumento più famoso della città: la Cattedrale di Santa Maria Assunta: esempio di romanico pugliese è stata costruita nel 1099 usando un tufo calcareo di colore roseo chiarissimo denominato pietra di Trani, sulla base di una chiesa più vecchia: Santa Maria della Scala.

L’edificio e posto su due livelli, al piano inferiore si trova la cripta, La vecchia chiesa di Santa Maria, e l’Ipogeo di San Leucio con splendidi affreschi e un’atmosfera più raccolta. Al piano superiore si trova la Cattedrale vera e propria con le sue tre navate spoglie ma dal forte impatto monumentale e scenografico.

Una menzione a parte meritano i decorri dell’esterno dell’edificio, in particolare il portale e il rosone centrale, che con le sue figure zoomorfe da un tocco speciale all’edificio.

Avrei voluto visitare anche lo splendido campanile, che si staglia alto nel cielo come un faro, ma purtroppo non era accessibile.

Dalla parte opposta dello spiazzale dove si affaccia la Cattedrale, ci attende nella sua semplice e massiccia struttura, il Castello Svevo, voluto da Federico II di Svevia nel 1233, è una stupenda fortificazione militare sul mare, ha subito diversi rimaneggiamenti nella sua storia, ma continua ad emanare il fascino di un antico edificio militare forte e ben squadrato che difende la città dai nemici che potrebbero attaccare dal mare.

Lasciato lo spiazzale mi dirigo verso il porto, oggi centro turistico dove godersi l’atmosfera e dove mangiare all’aperto, ieri fulcro del potere economico della città, continuo la camminata e raggiungo la villa comunale: bellissimo polmone verde a picco sul mare, oasi di pace e tranquillità dove passeggiare e gode dell’immensità del mare, scenario stupendo sia per scattare foto che per trascorrere un po’ di tempo soli con se stessi in tranquillità.

Uscendo dalla villa per ritornare indietro verso il porto, si raggiunge il Fortino: antico fortilizio destinato a proteggere la parte orientale del porto, da qui si può ammirare l’insenatura su cui si affaccia la città antica. E’ il posto più bello da dove ammirare la città, da qui si scorge tutta la maestosa grandezza della Cattedrale e del Castello, la bellezza del porto e da lontano si scorge la chiesa di Ognissanti.

Ritornando verso il centro storico, manca ancora un’ultima cosa da visitare, la Giudecca: il quartiere degli ebrei. La comunità ebraica fu presente in città fino al 1541, anno in cui fu espulsa per volontà di Carlo V, la zona in cui si insediarono era la parte orientale del borgo antico, quartiere commerciale collegato al porto,  era composta da circa 200 famiglie ed erano presenti 4 sinagoghe, questa comunità rappresentò il maggior insediamento dell’Italia meridionale e diede un contributo notevole alla ricchezza della città.

Queste strade e questi vicoli ancora oggi hanno mantenuto un fascino antico: archi, strade strette e tortuose che rimandano alle architetture di altre città del Mediterraneo, di quando questo mare era solcato da importanti rotte commerciali e lungo le sue rive si affacciavano fiorenti città multiculturali, dove mercanti provenienti da ogni parte del mondo allora conosciuto si insediavano con le proprie famiglie creando delle piccole comunità che crescevano sino a diventare veri e propri quartieri, contribuendo così alla ricchezza economica e culturale del posto. Un luogo da non perdere.

In conclusione la visita di Trani è stata una bella scoperta, ma non solo per la bellezza dei monumenti che ho trovato, si tratta infatti di una località turistica molto conosciuta per la sua bellezza, la cosa che mi ha sorpreso veramente è stata l’atmosfera. Ho visitato la città in un giorno piovoso di metà primavera, forse il periodo meno adatto per godersi una città famosa per essere stata costruita con una pietra bianca che spicca nell’azzurro del cielo e nel blu del mare e che quindi da il meglio di se nelle giornate di sole. In realtà quello che ho trovato è stata una città con un’atmosfera intima, con pochi turisti in giro ma con il suo antico fascino intatto, atmosfera adatta a lasciarsi andare tra le vie e i monumenti della città ed ascoltare i racconti che quelle pietre antiche testimoniano e che nei giorni in cui i turisti affollano le sue strade non si riescono a cogliere.

Da questa visita alla fine ho imparato come cogliere il meglio dell’atmosfera di un posto anche quando sembra che non sia il momento giusto per visitarlo. La bellezza un posto o ce l’ha o non ce l’ha indipendentemente dal tempo atmosferico.

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